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MMG, Barbiero: “Convenzioni diverse con ULSS e Case di Riposo”

Comunicati Spi - 21/10/2016

SPI CGIL TREVISO

Segreteria Provinciale

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

La ricetta dello SPI CGIL trevigiano contro l’emorragia di medici nelle case di riposo e per avviare il processo di integrazione dei medici di base nel territorio
MMG, Barbiero: “Convenzioni diverse con ULSS e Case di Riposo”
Il segretario generale, Paolino Barbiero: “A parità di risorse necessario guardare oltre gli interessi specifici e dare risposte ai bisogni di salute della collettività, sul territorio e nelle strutture per anziani”

 

“Separare le convenzioni dei mmg: chi cura la famiglia e chi i nostri anziani - questa la provocazione di Paolino Barbiero, segretario generale SPI CGIL di Treviso, che lancia la sua proposta per far fronte all’emorragia di medici nelle case di riposo e al faticoso avvio delle medicine di gruppo nel territorio della Marca.

“La riflessione sulla presenza dei medici di medicina generale all’interno delle strutture assistenziali per anziani non può fermarsi al compenso dei professionisti convenzionati con l’ULSS - afferma il segretario generale SPI CGIL di Treviso -. Prima di tutto è fondamentale guardare al futuro del servizio offerto sul territorio, rispetto alla tendenza all’invecchiamento della popolazione e alle condizioni di salute degli anziani e delle persone che entrano in casa di riposo. Ma non solo, anche alla necessità di presidiare capillarmente il territorio con la medicina di prossimità, ovvero spingendo l’acceleratore sui progetti di integrazione in gruppi di medici. Da questi basilari punti di partenza possiamo iniziare a elaborare un percorso che tenga insieme i bisogni della collettività, i primi ai quali guardare”.

“Le risorse a disposizione ci sono, oltre 2,5milioni di euro sono stati stanziati dalla Regione Veneto - ha spiegato Paolino Barbiero - bisogna però guardare ai tanti aspetti del sistema sanitario territoriale per non sprecare tempo e trovarci a breve in sofferenza di organizzazione, di professionalità, di strutture, di servizi al cittadino. Se un medico di base segue mediamente tra i 45 e i 60 ospiti in casa di riposo, compresi nei 1.500 pazienti che può gestire in convenzione con l’ULSS, e per loro dedica 18 ore settimanali, varrebbe la pena di ragionare su nuove forme di assistenza che vedano professionisti dedicarsi alle famiglie e professionisti dedicarsi esclusivamente agli anziani in casa di riposo. Questi ultimi medici, potrebbero così essere più presenti nelle strutture assistenziali, arrivando anche a 30-36 ore da gestire per un centinaio di ospiti, e specializzarsi meglio nelle patologie geriatriche. Convenzioni diverse dunque: con l’ULSS e direttamente con le case di riposo, che poi verrebbero rimborsate del costo dall’Azienda Sanitaria, come attualmente avviene per altre figure professionali, come i fisioterapisti”.

“Conti alla mano questa impostazione potrebbe essere più che sostenibile e permettere ai centri di servizi per anziani di migliorare la qualità del servizio offerto, alle medicine di gruppo di strutturarsi e, in generale, all’utenza di avere una risposta più veloce e aderente ai propri bisogni di salute. Ci vuole coraggio - conclude Barbiero - per guardare oltre gli interessi specifici e cambiare una situazione che rischia di tracollare. Al Presidente della Regione e ai vertici della Sanità veneta, che tanto coraggio e caparbietà hanno messo nel portare avanti la riforma delle ULSS, chiediamo allora di fare lo stesso anche su questo fronte del sistema”.

 

Treviso, 21 ottobre 2016

Ufficio Stampa


Barbiero Paolino
Segretario Generale SPI CGIL TREVISO