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La FILCAMS CGIL di Treviso esprime forte preoccupazione e netta contrarietà rispetto all’ennesima operazione urbanistica che vede il Gruppo Pam protagonista nell’area di Sant’Antonino.

Comunicati Filcams - 22/05/2026

La FILCAMS CGIL di Treviso esprime forte preoccupazione e netta contrarietà rispetto all’ennesima operazione urbanistica che vede il Gruppo Pam protagonista nell’area di Sant’Antonino.

 

“Siamo di fronte a un progetto che, ancora una volta, rischia di piegare la pianificazione urbana e il futuro del territorio agli interessi di un grande gruppo privato, dentro una logica che conosciamo bene: valorizzazione immobiliare, trasformazione urbanistica e pressione commerciale, mentre restano aperti i problemi reali che riguardano lavoratrici, lavoratori, quartieri e servizi pubblici, nel contesto cittadino di un fortissimo aumento dei punti vendita della grande distribuzione, come accaduto nel quadrante della Strada Ovest.

Come organizzazione sindacale che rappresenta migliaia di addetti del commercio e del terziario, diciamo con chiarezza: Treviso non ha bisogno di altri supermercati, di nuove polarizzazioni commerciali né di ulteriori operazioni speculative mascherate da riqualificazione urbana.” dichiara Alberto Irone, Segretario Generale della Filams-CGIL Treviso.

“Il territorio cittadino è già fortemente segnato da una saturazione commerciale che negli ultimi anni ha prodotto effetti evidenti: precarizzazione del lavoro, desertificazione del piccolo commercio di prossimità, maggiore congestione urbana e consumo di suolo. Continuare a ragionare secondo il modello dell’espansione della grande distribuzione e della rendita immobiliare significa ignorare le reali esigenze della comunità.

“Ci chiediamo quale sia la visione industriale e sociale del Gruppo Pam: mentre si parla di investimenti milionari e trasformazioni urbanistiche, quali garanzie vengono date sul fronte dell’occupazione stabile e di qualità dei propri punti vendita, alcuni dei quali abbandonati da anni senza politiche di ristrutturazioni o assunzioni adeguate o funestati da lavoro precario e in appalto, come recentemente abbiamo denunciato presso il centro commerciale di Villorba? Quali ricadute concrete per il territorio, oltre alla valorizzazione patrimoniale dell’area? Quale beneficio pubblico giustifica l’ennesimo intervento che rischia di cambiare in modo irreversibile un pezzo di città?

Per la FILCAMS CGIL di Treviso, la priorità deve essere un’altra: rigenerazione urbana vera, tutela del territorio, servizi utili ai cittadini, mobilità sostenibile, spazi pubblici e sviluppo economico che non passi dall’ennesima espansione della grande distribuzione o da operazioni immobiliari costruite intorno alla rendita.” continua Irone.

“Non si può continuare a presentare come modernizzazione ciò che troppo spesso si traduce in speculazione urbanistica e concentrazione di potere economico nelle mani di pochi grandi gruppi.

 

Per questo chiediamo al Comune di Treviso la massima trasparenza sul progetto, una valutazione rigorosa dell’interesse pubblico e un confronto aperto con cittadinanza, rappresentanze sociali e territoriali.

Il territorio non è una merce. Treviso non ha bisogno di altri supermercati e non può diventare terreno di ulteriore speculazione. Serve una politica urbanistica che metta al centro lavoro di qualità, sostenibilità e interesse collettivo.” conclude Irone.

 

Segreteria Generale


Irone Alberto
Segretario Generale FILCAMS CGIL TREVISO