Immagine di copertina

INTERVENTO SEGRETARIO GENERALE CGIL TREVISO

Comunicati Segreteria - 21/11/2011

La diagnosi dei Sindacati sullo stato di salute del nostro Paese è condivisa ma fino ad oggi posizioni differenti ci hanno separato sulla cura attuata dall'ultimo Governo Berlusconi-Bossi.
Cura che, bisogna riconoscerlo non è stata efficace a difendere i più deboli se non piuttosto a indebolire, a suon di accordi separati, il sistema della contrattazione privata (il contratto dei metalmeccanici e del commercio) e pubblica (quello della pubblica amministrazione e della scuola).

In altre parole, c'è chi ha preferito venire a patti col Governo Berlusconi e chi, invece, come la Cgil, ha preferito protestare in piazza restando coerente alle proprie convinzioni e proposte per lo sviluppo e l'equità sociale. Però ci si ricordi che l'attivismo e le iniziative di piazza della Cgil vengono sempre a valle delle rotture, non è mai aprioristico ma sempre rispettoso delle posizioni legittime sostenute dalle altre parti sociali.

Anche se a livello nazionale ci siamo divisi sulla ricetta e siamo stati incapaci di trovare le necessarie convergenze tra le diverse opinioni, certo è che tutte le organizzazioni sindacali che operano sul territorio per risolvere le emergenze della crisi si sono e continuano a darsi da fare, all'interno delle fabbriche come seduti ai tavoli di contrattazione per dare tutele ai lavoratori, pensionati, immigrati e giovani. E questo l'abbiamo fatto prima che la situazione nazionale prendesse tale drammatica piega e che l'assetto politico e istituzionale, a causa del tracollo dei titoli italiani sui mercati internazionali e dei richiami dell'Unione Europea, mutasse, così in ritardo con danni enormi per il Paese. Mali che auspichiamo vengano sanati con trasparenza e progressività ed equità del sacrificio rispetto alle reali condizioni economiche dei cittadini.

Accumunare la posizione della Cgil a quella della Lega è paradossale viste le distanze nelle vedute politiche e culturali.
La Lega, infatti, quale partito di maggioranza ha governato e ha avuto le possibilità per applicare le proprie ricette, anche a favore del territorio che tanto vanta di rappresentare.
Il Sindacato, invece, contrariamente a quello che sta facendo il Carroccio richiamandosi alla volontà popolare quale unica legittimazione per governare il Paese, non fa speculazione politica ma esprime la propria idea rispetto al delicato momento storico e alle vicende politiche, alla grave crisi dell'occupazione, alla tenuta del reddito e alla coesione sociale.

Fatta questa doverosa distinzione ora è giunto il momento di voltare pagina e di produrre a tutti i livelli un'attività unitaria di risanamento e di rilancio, trovando negli interlocutori economici degli alleati, non sulla base delle strategie sacconiane per smantellare i diritti dei lavoratori ma sulla base di un innovativo e operativo rapporto tra mondo dell'impresa e mondo del lavoro capace di mettere in piedi un sistema di welfare e di sviluppo sostenibile.
Oggi si può fare. Questo è il momento con un Esecutivo tecnico e un Parlamento liberato dalle tossine della politica della contrapposizione per forza, della campagna elettorale permanente e dai germi del berlusconismo esasperato, si potrà camminare su questa strada. A Treviso le organizzazioni sindacali e le categorie economiche da tempo e nei fatti si sono reciprocamente impegnate con accordi confederali per estendere e qualificare la contrattazione di secondo livello, coniugando la necessaria crescita con la qualità delle infrastrutture, con il miglioramento delle condizioni di lavoro e lo sviluppo di un welfare inclusivo.

Questa nostra responsabilità oggi più che mai ha bisogno di politici trevigiani e veneti, di tutti i fronti e schieramenti, capaci di mettere al centro il bene comune e di ritrovare la moralità della classe politica e dirigenziale.
Governance che va semplificata riducendo i livelli di potere politico e allo stesso tempo aumentando l'autorevolezza di chi si candida al governo del Paese e delle comunità locali. Per affrontare, come ha detto il neopresidente del Consiglio, i duri sacrifici "con equità", non solo dal punto di vista dei cittadini e della loro capacità di farsene carico, ma soprattutto da parte di chi è chiamato ad amministrare il territorio, riducendo gli sprechi ed eliminando privilegi e prebende. Se vogliamo sinceramente risolvere i problemi del Paese e del Nord dovremo avere la capacità di voltare pagina, uscire dai soliti schemi e trovare un accordo funzionale a risollevarci e garantire lavoro e qualità della vita ai cittadini.

Paolino Barbiero, Segretario Generale Cgil Treviso