Immagine di copertina

COMUNICATO STAMPA

Comunicati Segreteria - 18/11/2011

Barbiero commenta le posizioni di Gobbo su pressione fiscale e pensioni.
Fisco e pensioni, Barbiero: "Questo è il tempo delle riforme"
.
Barbiero: "La Lega ha governato per quasi due decenni eppure il carico fiscale e l'età pensionabile sono cresciuti ugualmente. Per risolvere "con equità" i problemi del Nord ed eliminare privilegi e sprechi, i politici nazionali e del territorio devono uscire dagli schemi partitici e dialogare col nuovo Esecutivo e con le parti sociali"

"A volte ritornano. E si ritorna come nulla fosse successo, a briglie sciolte sui passati cavalli di battaglia.
Questa è la Lega del day after, questo è il segretario veneto del Carroccio e sindaco di Treviso, Gian Paolo Gobbo, che ai microfoni di Klaus Davi già parla di sciopero fiscale, lasciando l'ultima parola a Bossi.
Retorico dire che quando Gobbo ricorda che "sono 150 anni che i soldi si prendono dal Nord" dimentica gli ultimi due decenni, quando il suo partito è più volte entrato nella cabina di regia del Paese e di possibilità per decidere in materia fiscale ne ha avute. E dimentica in particolare questi ultimi tre anni e mezzo che hanno visto aumentare la pressione fiscale a carico dei cittadini sia a livello nazionale che nella sua modulazione regionale e comunale".
Lo ha detto oggi Paolino Barbiero, segretario generale della Cgil di Treviso, commentando le affermazioni del sindaco del capoluogo della Marca, Gian Paolo Gobbo, intervistato nella trasmissione Klauscondicio martedì scorso.

"Subito toni da opposizione e da leghisti della prima ora, ma i tempi sono cambiati – ha continuato Barbiero - questo è il momento di uscire dagli schemi di contrapposizione che condizionano anche l'informazione allineata e determinano la macchina del fango.
Nel fango ormai ci siamo dentro tutti e fino al collo. Ma non è più l'epoca dei proclami e dei toni di lotta, è il tempo di rimboccarsi ancora una volta le maniche e toglierci dal fango. E questo oggi lo si può fare dando fiducia e collaborando col nuovo Esecutivo.
Questo dovrà essere l'impegno di responsabilità di un Parlamento finalmente svincolato dagli schieramenti e dalle logiche del capo, un Parlamento espressione degli interessi dei cittadini e dei territori che onorevoli e senatori rappresentano. In altri termini finisce la stagione delle contrapposizioni e si apre quella dei programmi di risanamento e di rilancio, non solo dell'economia ma anche della società italiana, che non dimentichiamo festeggia quest'anno il centenario della Repubblica Italiana, della democrazia".

"Tutte i partiti e tutte le parti sociali, uniti, devono lavorare per gli interessi del Paese. E in particolare queste ultime, i Sindacati e le Associazioni di categoria, dovranno da subito adempiere al loro ruolo di corpo intermedio facendosi portavoce legittimo di pressione positiva e costruttiva verso il nuovo Governo nazionale.
Se la Lega vorrà essere un interlocutore serio e portatore degli interessi del Nord – ha aggiunto il segretario generale Cgil - non può farlo con tali appelli, Sindaco Gobbo, ma nelle commissioni parlamentari e nei tavoli territoriali.
Perché quando la Cgil e particolarmente il Sindacato di Treviso tante volte negli ultimi anni è scesa in piazza a scioperare e a protestare il Carroccio non c'era ma il carico fiscale aumentava ugualmente e le pensioni, altra battaglia leghista, sono comunque state toccate. Nella pratica, infatti – ha spiegato Barbiero - grazie al sommarsi delle finestre andiamo in pensione a 66 anni di vecchiaia e quando partirà la riforma previdenziale si andrà, sempre nella pratica, con i 68 anni d'età.

E con l'ultima finestra dei tre mesi da luglio 2011 si va in pensione non più con 40 anni di contribuzione ma con 42. Allora se si è veramente, responsabilmente e soprattutto ininterrottamente portavoce degli interessi dei cittadini, quando si toccherà la possibilità di pensionamento che prevede i 36 anni di contribuzione con 61 anni di età (la cosiddetta quota 97 che dal 2014 è già stabilito sarà già quota 98) non bisognerà dimenticare, magari per ragioni di convenienza politica, che un'ampia platea di questi lavoratori e futuri pensionati svolge oggi un lavoro usurante o, ancor peggio, è incastrato tra le maglie della crisi e, solo grazie agli accordi con le aziende, si sta avviando verso uno scivolo per uscire prima dal mondo del lavoro e aiutare così quello dell'impresa. Lavoratore che si vedrà invece bloccare l'accesso al pensionamento e con la possibilità di trovarsi drammaticamente senza occupazione e difficilmente riqualificabile".

"Questi sono i pensieri che oggi più che mai dovrebbero essere in cima alle preoccupazioni dei nostri politici trevigiani e veneti, di tutti i fronti e gli schieramenti. Per lottare contro i privilegi e, come ha detto il neopresidente del Consiglio, affrontare i duri sacrifici "con equità", non solo dal punto di vista dei cittadini e della loro capacità di affrontare tali sacrifici ma anche territoriale. Se – ha concluso Barbiero - la Lega vuole sinceramente risolvere i problemi del Nord dovrà avere la capacità di voltare pagina, uscire dei soliti schemi e trattare con tutti, come tanti amministratori del trevigiano già fanno quotidianamente e bene"

Ufficio Stampa - HoboCommunication