Immagine di copertina Sedi e orari

Terziario, Turismo e Servizi: a Treviso donne al 61,5% degli occupati ma gap salariale al 31,6%

Comunicati Filcams - 04/03/2026

Terziario, Turismo e Servizi: a Treviso donne al 61,5% degli occupati ma gap salariale al 31,6%

Il 9 marzo sciopero per lavoro dignitoso, parità salariale e libertà di autodeterminazione

 

Nei settori del terziario, turismo e servizi della provincia di Treviso le lavoratrici donne sono la maggioranza: 53.414 su 86.792 occupati, pari al 61,5% del totale. Questi i dati elaborati dalla Filcams-CGIL Veneto.

Il lavoro stabile a tempo indeterminato raggiunge il 78,7%, contro una media del 70,3% regionale, ma il dato quantitativo non elimina le disuguaglianze economiche.

Il gender pay gap complessivo in provincia nei comparti del terziario, dei servizi e del turismo è pari al -31,6%, superiore alla media regionale veneta (-28%). In termini assoluti, la retribuzione media annua nel terziario, turismo e servizi è di 25.419 euro per gli uomini contro 17.385 euro per le donne.

 

Nel dettaglio:

  • Commercio (Distribuzione Moderna Organizzata, Terziario Distribuzione Servizi, Distribuzione Cooperativa e Terziario Confesercenti): -28,7%
  • Servizi (Farmacie Private, Portierato, Studi Professionali, Acconciatura ed estetica, Vigilanza, Pulizie Multiservizi, Pulizie Artigiani e Servizi Minori): -23,8%

  • Turismo (Turismo Confcommercio, Turismo Ristorazione Pubblici Esercizi, Turismo Confesercenti, Minori Turismo): -20,5%

L’incidenza del lavoro “povero”, è pari al 39,5%, ma nel turismo raggiunge il 69,3%. Il 43,3% degli occupati lavora part-time, una modalità che incide soprattutto sulle lavoratrici e che troppo spesso è involontaria.

 

«Nel terziario, nel turismo e nei servizi le donne tengono in piedi interi comparti economici, ma continuano a essere penalizzate da salari più bassi, part-time involontario, precarietà e schiacciamento verso i livelli più bassi degli inquadramenti», dichiara Alberto Irone, segretario generale della Filcams-CGIL di Treviso.

 

«Il 9 marzo 2026 scioperiamo contro un modello economico e sociale che produce lavoro povero e diseguaglianze di genere. Chiediamo salari che garantiscano potere d’acquisto e dignità, il superamento del part-time involontario, la piena applicazione della trasparenza retributiva per eliminare il gap salariale, politiche di congedo realmente paritarie, rispetto dell’autodeterminazione delle donne dentro e fuori i luoghi di lavoro. Obiettivi realizzabili anche attraverso un impegno della contrattazione territoriale” conclude Alberto Irone, segretario generale Filcams-CGIL Treviso.

Allegati