
Assemblee dei lavoratori e lavoratrici venerdì 13 novembre e lunedì 16 sciopero di 4 ore anche nel trevigiano dove sono occupati circa 150 dipendenti
Sirti, 620 posti a rischio: la mobilitazione coinvolgerà anche il sito di Mareno di Piave
Moretto (FIOM CGIL): “No ai licenziamenti, serve un piano industriale. Il lavoro del territorio non può dipendere dall’esito di una gara”
La vertenza Sirti arriva anche nel Trevigiano. Ieri, 6 novembre, a Roma, la Direzione aziendale ha comunicato alle organizzazioni sindacali l’intenzione di avviare a metà novembre una procedura di licenziamento collettivo per circa 430 dipendenti. A questi si aggiungerebbe la mancata proroga, alla scadenza, di circa 190 contratti di somministrazione: complessivamente, un taglio occupazionale che sfiora il 25% dell’organico.
L’azienda ha motivato la decisione con una previsione di riduzione del fatturato 2027 superiore a 200 milioni di euro, legata alla conclusione delle attività connesse al PNRR. Tra le professionalità indicate come coinvolte figurano operatori sul campo, addetti alla logistica, personale di staff e lavoratori della cosiddetta “super operation”, la struttura che coordina gli interventi.
A Mareno di Piave il sito Sirti occupa oggi circa 150 dipendenti. La crisi annunciata riporta alla memoria le precedenti vertenze che hanno interessato lo stabilimento: già nel 2019 Mareno era stato coinvolto nel piano nazionale di esuberi; nel 2020, dopo una nuova procedura di licenziamento collettivo, le lavoratrici e i lavoratori del sito avevano partecipato alle iniziative di mobilitazione. Più di recente, nel marzo 2024, i dipendenti di Mareno avevano votato l’ipotesi di accordo sul premio di risultato.
“A Mareno non siamo davanti a numeri astratti: parliamo di lavoratori e lavoratrici, competenze e famiglie che rischiano di pagare il prezzo di scelte aziendali e di un sistema di appalti fondato sul massimo ribasso. Non accetteremo che la fine di una commessa o la mancata aggiudicazione di una gara diventino automaticamente la giustificazione per espellere lavoratrici e lavoratori. Sirti presenti un piano industriale credibile, che tuteli l’occupazione e dia prospettive ai siti produttivi. La mobilitazione nazionale avrà anche una risposta sul territorio trevigiano”, dichiara Manuel Moretto, segretario generale della FIOM CGIL di Treviso.
La FIOM CGIL trevigiana ha programmato per venerdì 13 novembre le assemblee dei lavoratori e lavoratrici al fine di mettere in campo le iniziative di protesta previste e, in coordinamento con le sigle nazionali, aderirà allo sciopero proclamato per le prime quattro ore di lunedì 16 novembre. La mobilitazione punta a contrastare i tagli e l’avvio della procedura, chiedere un piano industriale e sollecitare l’intervento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, anche nei confronti dei committenti.
Il confronto al MIMIT dovrà riguardare non solo le prospettive di Sirti Telco, ma anche quelle di Sirti Digital, e coinvolgere l’azienda e il fondo Pillarstone. Per la Fiom Cgil, la tutela dell’occupazione passa da scelte industriali di lungo periodo e da condizioni di gara che non scarichino sui lavoratori la competizione al ribasso.
Ufficio Stampa
Moretto Manuel
Segretario Generale FIOM CGIL Treviso