Immagine di copertina Sedi e orari

CAS, Grosselle (FLAI CGIL): “Tema che va oltre l’opitergino, pronti a dare il nostro contributo”

Comunicati Flai - 30/01/2026

Centro di accoglienza ex Zanusso di Oderzo: servono soluzioni condivise e a lungo termine
Grosselle (FLAI CGIL): “Tema che va oltre l’opitergino, pronti a dare il nostro contributo”

 

La FLAI CGIL di Treviso interviene sul tema del centro di accoglienza per migranti presso l’ex Zanusso di Oderzo, alla luce delle recenti decisioni e del dibattito politico che si è sviluppato in questi giorni.

Il sindacato ritiene che una questione così delicata non possa essere affrontata sull’onda dell’emergenza né trasformata in terreno di scontro politico o di reciproco rimpallo di responsabilità tra istituzioni. È necessario un approccio serio, complessivo e fondato su una programmazione di lungo periodo, capace di governare con responsabilità un fenomeno strutturale come quello migratorio.

Il tema dell’accoglienza riguarda la dignità e la sicurezza delle persone, ma anche la regolarità del lavoro e la tenuta del tessuto sociale ed economico del territorio. In questi anni il centro di Oderzo, pur con le enormi criticità come quelle rilevate nell’ultimo periodo, ha rappresentato una risposta a un bisogno reale di tutela di persone disperate, oltre che il doveroso adempimento dell’obbligo di protezione che il nostro ordinamento nazionale prevede. Le criticità e tutte le inadeguatezze non possono essere ignorate, ma devono essere affrontate con strumenti adeguati e scelte strutturali, non con decisioni estemporanee. Si tratta di un tema che va oltre i confini dell’opitergino: riguarda il tessuto sociale trevigiano e veneto, e va affrontato superando il campanilismo del “not in my backyard”.

Per la FLAI CGIL Treviso è indispensabile inoltre superare la logica delle soluzioni tampone e delle concentrazioni straordinarie, che rischiano di generare tensioni e marginalità. Serve invece una strategia condivisa tra Prefettura, Regione, Comuni, organi di vigilanza, parti sociali e associazionismo, orientata a un modello di accoglienza sostenibile e diffuso, capace di garantire condizioni abitative dignitose e percorsi concreti di integrazione sociale e lavorativa accompagnato da uno stretto presidio della legalità che combatta qualsiasi forma di sfruttamento lavorativo e di caporalato.

“È fondamentale tutelare i lavoratori e le lavoratrici che non possono pagare il prezzo di scelte improvvise o prive di programmazione e salvaguardare l’equilibrio della comunità locale, evitando soluzioni che mettano in contrapposizione un territorio con un altro - spiega Sebastiano Grosselle, segretario organizzativo FLAI CGIL Treviso -. Il settore agro-industriale, che la FLAI rappresenta, conosce bene il valore del lavoro migrante e, al tempo stesso, i rischi di sfruttamento e precarietà quando mancano politiche serie di integrazione”.

“Siamo ben consapevoli che il cuore del problema resta l’impianto normativo nazionale sull’immigrazione e che fintanto che non si supererà la Legge Bossi-Fini e il meccanismo dei Decreti Flussi la maggior parte dei problemi di irregolarità e sfruttamento del lavoro resteranno attuali, ma pensiamo allo stesso tempo che il territorio trevigiano possa fare la sua parte per gestire al meglio questo fenomeno per il livello di sua competenza. Per questo ribadiamo che è necessario fare la nostra parte perché accoglienza, legalità e lavoro dignitoso procedano insieme, dentro una cornice chiara e stabile. È il momento della responsabilità e del confronto trasparente. Servono scelte definitive, pianificate e condivise, capaci di dare stabilità alle persone coinvolte e alla comunità opitergina e più in generale di tutta la provincia - conclude Sebastiano Grosselle -. La FLAI CGIL Treviso è disponibile a partecipare a un tavolo di confronto che metta al centro soluzioni strutturali e di lungo periodo, nel rispetto della dignità delle persone e dell’interesse collettivo”.

 

Ufficio Stampa