
La città non espella chi la fa funzionare
Il dibattito sul futuro di Treviso non può prescindere da una domanda fondamentale: chi potrà continuare a vivere e lavorare in città?
I lavoratori e le lavoratrici dei servizi essenziali – pubblico e privato, appalti di servizio, trasporti, vigilanza, commercio, molto spesso part-time involontario e working poor – sono sempre più spesso costretti ad allontanarsi dai propri luoghi di lavoro a causa dell’aumento degli affitti, della sottrazione di alloggi al mercato residenziale per finalità turistiche, degli immobili lasciati sfitti e dell’assenza di politiche pubbliche adeguate sulla casa.
“Una città che vive di servizi ma respinge chi quei servizi li garantisce ogni giorno è una città che si indebolisce”, dichiara Alberto Irone, segretario generale provinciale Filcams Cgil Treviso.
Chi resta in città subisce una pesante erosione del salario reale: affitti sempre più alti, spese crescenti, redditi che non tengono il passo. Una condizione che colpisce in modo particolare i lavoratori degli appalti e del terziario, già segnati da precarietà e bassi salari.
C’è poi una fascia sempre più ampia di persone senza alcuna tutela: lavoratori che non rientrano nei criteri per l’accesso agli alloggi popolari, ma che allo stesso tempo non possono permettersi questo mercato privato.
“Sono lavoratrici e lavoratori invisibili, fondamentali per il funzionamento della città ma completamente esclusi dalle politiche sull’abitare”, continua Irone. “Se non si interviene ora, Treviso rischia di diventare una città da visitare e sempre meno da vivere”.
“Se vogliamo evitare chiusure di attività produttive, rilanciare i centri storici e combattere la perdita di posti di lavoro, riteniamo necessario rilanciare la residenzialità, a partire da politiche per la casa a canone calmierato, anche attraverso iniziative di welfare aziendale, alzare i salari, potenziare i servizi pubblici, a partire dal trasporto e difendere la città dalla speculazione” conclude Irone.
Irone Alberto
Segretario Generale FILCAMS CGIL TREVISO