
Assalto al Tigotà di Treviso. Filcams Cgil: "Solidarietà a lavoratrici e lavoratori. Non si minimizzi, serve una risposta collettiva. L’amministrazione comunale richieda il finanziamento di un grande spazio d’aggregazione giovanile in città."
La Filcams Cgil di Treviso esprime piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori del punto vendita Tigotà di largo Totila, che sabato mattina 17 ottobre hanno vissuto momenti di forte tensione quando una trentina di giovani, a volto coperto, è entrata in massa nel negozio, ha rubato prodotti dagli scaffali e lanciato cestini contro il personale, spintonando anche i clienti.
"Quanto è successo non può essere minimizzato", dichiara Alberto Irone, segretario generale Filcams Cgil Treviso. "Chi commette violenza deve assumersi la propria responsabilità. Alle colleghe e ai colleghi va tutta la nostra vicinanza: nessuno dovrebbe lavorare con la paura di subire aggressioni o minacce."
Per la Filcams, l'episodio non è isolato. "Siamo davanti a una situazione seria, che in città va avanti da anni e che, invece di risolversi, si progressivamente aggravando", prosegue Irone. "Parliamo in particolare del quadrante che comprende Piazza Borsa, Via Fiumicelli di fronte al supermercato Pam e piazza Vittoria-Stazione, dove il degrado e la tensione sono diventati parte della quotidianità di chi vive e lavora in zona."
In questo contesto, a pagare il prezzo più alto sono spesso i lavoratori e le lavoratrici del commercio. "Sono i più esposti perché, in molti casi, rappresentano l'unico presidio in quest'area. Quando i negozi sono aperti e c'è qualcuno dietro il bancone, c'è un pezzo di città che resiste. Ma non si può chiedere a chi sta alla cassa o nel punto vendita di sostituirsi a ciò che dovrebbero garantire altri”, continua Irone.
La Filcams ricorda che la risposta non può limitarsi a denunce, Daspo e sanzioni. "La sicurezza non si fa solo con la repressione", sottolinea Irone. "Serve investire spazi di aggregazione giovanile, rafforzare la comunità e le relazioni. Interrogarsi su ciò che viene prima di questi episodi è essenziale per cercare soluzioni che, per loro natura, non possono essere facili né immediate. Su questo, purtroppo, il dibattito in città è assente.”
Da qui l'appello a un impegno condiviso. "Tutti devono sentirsi coinvolti: istituzioni, associazioni, cittadini e anche le aziende del terziario, che hanno la responsabilità di tutelare chi lavora nei loro punti vendita e di contribuire, insieme al territorio, alla costruzione di soluzioni durature. Sarebbe importante, ad esempio, che tra le future opere compensative nel caso di rilascio di nuovi permessi per costruire superfici di vendita nel comune di Treviso, l’amministrazione richieda il finanziamento di un grande centro di aggregazione giovanile dentro le mura.", conclude Irone.
Segreteria Generale
Irone Alberto
Segretario Generale FILCAMS CGIL TREVISO