
Trasporto pubblico locale: apertura da parte della FILT CGIL alla revisione dei bacini, ma con condizioni
Appello ai Comuni trevigiani e all’ente Provincia: gli utili delle aziende vadano reinvestiti nel servizio. Nodo estivo: rischio eccedenza per 50-60 autisti a settimana senza copertura salariale.
La FILT CGIL di Treviso interviene sul dibattito intorno alla revisione dei bacini del trasporto pubblico locale: il sindacato non è contrario a prescindere, ma chiede chiarezza sugli obiettivi reali della riorganizzazione e garanzie precise per i lavoratori e la qualità del servizio. Eventuali modifiche non possono essere fatte a discapito di chi lavora e di chi usa l’autobus ogni giorno.
Le aziende di trasporto pubblico locale chiudono i bilanci in maniera positiva, ma è necessario leggere con attenzione questi risultati: una parte significativa deriva dai ristori Covid e dai tagli ai servizi effettuati negli ultimi anni, anche da parte di MOM. Meno corse, meno linee, meno risposte ai bisogni del territorio. Una riorganizzazione dei bacini che seguisse la stessa logica aggraverebbe una situazione già critica per i cittadini.
Sul fronte estivo, il sindacato segnala un problema concreto: con la chiusura delle scuole e il ridimensionamento del trasporto scolastico, principale settore di attività di MOM (oltre 500 dipendenti), si prevede ogni settimana un’eccedenza di 50–60 autisti. Gli accordi di subaffidamento con Dolomitibus (circa 200 dipendenti) e ATVO (circa 500 dipendenti), basati sulla disponibilità volontaria dei lavoratori, non offrono garanzie sufficienti sulla copertura dei servizi né sulla continuità salariale del personale in eccedenza.
La FILT CGIL di Treviso chiede inoltre ai Comuni soci e alla Provincia di assumere la propria responsabilità: il trasporto pubblico locale non è solo un’azienda, ma un servizio con una funzione sociale e ambientale. Gli utili prodotti dalle aziende devono essere reinvestiti nel miglioramento del servizio e nelle condizioni di lavoro del personale, non distribuiti.
Il Sindacato chiede quindi un confronto serio con aziende, enti locali e Regione Veneto per evitare che il peso delle riorganizzazioni ricada ancora una volta sui lavoratori e sugli utenti.
“Non siamo contrari al cambiamento, ma il cambiamento deve avere un senso per chi lavora e per i cittadini che usano l’autobus - spiega Sebastiano de Zanchi, segretario generale della FILT CGIL Treviso -. Chiediamo agli enti coinvolti di uscire dalla logica dei tagli e di assumersi la responsabilità politica che compete a chi amministra un servizio pubblico. I lavoratori del trasporto non possono pagare con il loro stipendio le inefficienze di un sistema che va ripensato nell’interesse di tutte e tutti”.
Ufficio Stampa
de Zanchi Sebastiano
Segretario Generale FILT CGIL Treviso