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Attivo delegati logistica, FILT CGIL: no alle limitazioni al diritto di sciopero

Iniziative Filt - 11/05/2026

Al via una serie di assemblee nei luoghi di lavoro in vista di una possibile mobilitazione nazionale

Attivo delegati logistica, FILT CGIL: no alle limitazioni al diritto di sciopero

 

Dopo anni, si sono ritrovati oggi, lunedì 11 maggio, i delegati e le delegate della FILT CGIL trevigiana per discutere delle nuove disposizioni limitative del diritto allo sciopero per i comparti della logistica e del trasporto merci e spedizioni, previste dalla “Commissione di Garanzia sugli scioperi” che estende al settore i vincoli della legge 146/90. Ma non solo. Definita in gergo sindacale Attivo dei Delegati, la piccola assise, riunita alla sede della CGIL di Treviso, che ha contato una trentina di partecipanti, ha trattato anche altre criticità relativi al comparto logistica, come la carenza sempre più cronica di autisti di mezzi pesanti, si stima un gap di 10mila addetti in Veneto, e d’altro canto la preoccupazione emergente per i piccoli trasportatori e magazzinieri che, a causa della crisi internazionali e del contesto geopolitico conflittuale, potrebbero essere coinvolti in un possibile esubero di filiera conseguente al rallentamento dell’approvvigionamento di merci e prodotti. Infine, si è aperta una discussione relativamente all’implosione del lavoro agile, ovvero si è evidenziato il ritorno sui propri passi rispetto allo smart working di diverse aziende del territorio.

 

L’estensione della 146/90 ad opera della Commissione di Garanzia sugli scioperi, ovvero allineare alla normativa dei “servizi pubblici essenziali” il settore della logistica, è inaccettabile – tuona Sebastiano de Zanchi, segretario generale della FILT CGIL di Treviso –. È un’operazione che punta a imbavagliare uno dei comparti più combattivi del mondo del lavoro allo scopo di silenziare i magazzinieri, i corrieri, i camionisti e i facchini che in questi anni hanno lottato per conquistare i loro diritti.

La logistica non è un servizio pubblico, ma un motore dell’economia privata drammaticamente ancora soggetto alla precarietà e allo sfruttamento del lavoro, all’evasione fiscale e contributiva, piegato alla logica degli appalti incontrollati – continua il segretario generale della FILT CGIL trevigiana –. Proprio per questo, colpire il diritto di sciopero in questo settore significa difendere lo sfruttamento e punire chi lo combatte. Il recente pronunciamento del Comitato Europeo dei Diritti Sociali (CEDS), che ha condannato l’Italia per l’eccessiva restrizione del diritto di sciopero - che ricordiamo essere un diritto costituzionale -, evidenzia quanto sia già oltre misura il quadro normativo vigente. Invece di recepire l’osservazione, le nostre istituzioni aumentano ulteriormente la stretta, a tutto vantaggio delle grandi imprese e a svantaggio dei lavoratori.

“Non accetteremo nessuna nuova norma che riduca ulteriormente la capacità delle lavoratrici e dei lavoratori di organizzarsi collettivamente e difendere i propri interessi e che costituisca uno strumento di repressione politica. Per questo – conclude de Zanchi –, a questo primo momento collegiale faranno seguito le assemblee nei luoghi di lavoro, per informare e per prepararci a quella che potrebbe essere una grande mobilitazione nazionale del comparto”.

All’Attivo dei delegati e delle delegate della FILT CGIL di Treviso erano presenti la segretaria generale della Camera del Lavoro di Treviso e il segretario generale della FILT CGIL Veneto.

 

Ufficio Stampa


de Zanchi Sebastiano
Segretario Generale FILT CGIL Treviso