
ELECTROLUX, ACCORDO AL MIMIT: UN PASSO AVANTI, ORA SERVONO GARANZIE CONCRETE PER SUSEGANA
La FIOM CGIL di Treviso valuta positivamente l’ipotesi di accordo raggiunta nella notte al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza Electrolux. L’intesa riduce da 1.719 a 918 le uscite previste a livello nazionale e stabilisce che siano volontarie e incentivate. Prevede inoltre 100 milioni di euro di investimenti e la continuità produttiva negli stabilimenti italiani. Risultati importanti, resi possibili dalla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori e da una trattativa che ha modificato in modo significativo il piano iniziale dell’azienda. Ora la parola passa alle assemblee e al referendum delle lavoratrici e dei lavoratori.
Per Susegana, il risultato è rilevante: il sito resta parte del sistema produttivo Electrolux e la riduzione del personale è prevista su base volontaria e incentivata. Secondo i numeri, per lo stabilimento si parla di 313 uscite, di cui 144 tra gli operai, rispetto alle 420 inizialmente individuate come eccedenze. Ma la diminuzione degli esuberi non basta, da sola, a garantire un futuro industriale: occorre verificare che gli impegni su produzioni, investimenti, organici e carichi di lavoro siano attuati e sostenibili nel tempo.
«L’accordo è un passo avanti concreto rispetto a un piano che metteva a rischio occupazione e prospettive industriali. La mobilitazione ha contribuito a respingere una parte significativa di quelle scelte e a ottenere che le uscite siano volontarie e incentivate. Per Susegana, però, la partita non è chiusa: il sito ha competenze produttive e di ricerca strategiche, e servono garanzie verificabili perché restino al centro del progetto industriale», dichiara Manuel Moretto, segretario generale della FIOM CGIL di Treviso.
La cautela nasce anche dal percorso della vertenza. Nei mesi scorsi la FIOM trevigiana aveva contestato gli esuberi ipotizzati per Susegana e sollevato dubbi sull’impatto della riorganizzazione, sui ritmi produttivi e sulla sostenibilità dei volumi annunciati. Aveva inoltre chiesto garanzie per l’occupazione, la continuità delle produzioni e il ruolo delle professionalità presenti nello stabilimento. L’accordo dovrà essere misurato alla luce di questi obiettivi, non soltanto delle cifre complessive.
«Il voto delle lavoratrici e dei lavoratori alle assemblee del 12 novembre sarà decisivo. Se l’ipotesi sarà approvata, vigileremo sull’applicazione degli impegni, sul ricorso effettivo alla volontarietà e sugli organici di Susegana. Servono inoltre un confronto periodico nei siti e politiche industriali per l’intero comparto: senza investimenti produttivi, tutela della ricerca e attenzione alla qualità del lavoro, non si costruiscono prospettive durature», conclude Moretto.
Ufficio stampa
Moretto Manuel
Segretario Generale FIOM CGIL Treviso