
Sebastiano Grosselle: "Imparare la lingua è il primo passo per difendere i propri diritti"
Cas di Oderzo: ripartono i corsi di italiano anche per richiedenti asilo
In questi giorni il volantinaggio della FLAI CGIL davanti alla ex Zanusso per raccogliere adesioni
Ripartono i corsi di alfabetizzazione italiana per gli ospiti del Centro di accoglienza straordinaria di Oderzo, progetto della FLAI CGIL e della Camera del Lavoro di Treviso, con la collaborazione della rete dello SPI CGIL e della società San Vincenzo De Paoli di Oderzo. Proprio in questi giorni il volantinaggio davanti alla ex Zanusso per raccogliere le adesioni.
Si tratta di un secondo ciclo di lezioni che segue la prima tornata partita a inizio dicembre e conclusasi a fine gennaio. Un corso in dodici lezioni da due ore ciascuna, cui hanno aderito anche diversi ospiti del Cas di Oderzo, tenutesi il martedì e il giovedì nella sede della Camera del Lavoro di Oderzo. In tutto ventiquattro ore, di cui venti di insegnamento della lingua italiana e quattro di diritti sindacali. Le lezioni sono state condotte da docenti volontari della Società San Vincenzo de Paoli, con il supporto alle attività di funzionarie e funzionari della FLAI CGIL e della Camera del lavoro.
L'iniziativa nasce a settembre dello scorso anno, dopo la visita della FLAI CGIL di Treviso al Cas di Oderzo nell'ambito dell'iniziativa delle "Brigate del Lavoro", una campagna straordinaria di contatto con lavoratrici e lavoratori del settore agricolo, fra cui si contano anche i richiedenti asilo ospiti a Oderzo. La visita ha permesso ai delegati FLAI di venire a contatto con un numero consistente di persone in condizione critica, esposte allo sfruttamento lavorativo. È partita dagli ospiti la richiesta di frequentare un corso di italiano.
"Imparare l’italiano è il primo passo per difendere i propri diritti – spiega Sebastiano Grosselle, segretario organizzativo della FLAI CGIL di Treviso –. Questo corso offre alle persone ospiti del Cas strumenti concreti di emancipazione e integrazione e al sindacato la possibilità di costruire rapporti di fiducia, base fondamentale e necessaria per organizzare i lavoratori, contrastare lo sfruttamento nei luoghi di lavoro e il fenomeno del caporalato, come per i casi emersi nei mesi scorsi nelle campagne dell'Opitergino e, più in generale, della provincia trevigiana".
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Ufficio Stampa