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COMUNICATO STAMPA

Comunicati Segreteria - 22/04/2010

Lunedì 26 aprile 2010 sit-in in davanti alla Prefettura, chiesto anche un incontro alle autorità.
Riforma del diritto del lavoro, la Cgil porta in piazza il suo "no".
Mobilitazione contro il provvedimento che impone, ai nuovi assunti, di scegliere preventivamente se, in caso di vertenza con il datore di lavoro, optare tra procedura tradizionale e l'arbitrato in deroga al contratto e alla legge.
Barbiero: "Temiamo pressioni al momento della firma del contratto, la norma voluta da Governo e maggioranza viola il diritto a difendersi nella maniera più appropriata quando si subisce un torto".
E rilancia: "In alternativa adottiamo il modello sperimentato a Treviso e applicato al contratto nazionale del commercio, che prevede l'opzione solo al sorgere della controversia".

Anche la Cgil di Treviso si mobilita contro la "controriforma" del diritto e del processo del lavoro.
Lunedì prossimo 26 aprile, dalle ore 18 alle 20, la Camera del Lavoro trevigiana organizza un presidio in Piazza dei Signori per spiegare le ragioni del dissenso sull'iniziativa del Governo e della maggioranza. La Cgil ha anche chiesto un incontro al Prefetto, al Presidente della Provincia, al direttore della direzione provinciale del lavoro e ai parlamentari eletti nella circoscrizione. Oggetto del contendere è la legge che di fatto toglie alle lavoratrici e ai lavoratori il diritto di ricorrere al giudice quando subiscano un torto da parte del proprio datore di lavoro.

La norma prevede infatti che al momento di nuova assunzione si debba decidere se, in caso di controversia, seguire le procedure tradizionali, previste anche dalla contrattazione nazionale, oppure, e in deroga al contratto, praticare la strada dell'arbitrato vincolante attraverso una clausola compromissoria con il quale si rinuncia al ricorso davanti al giudice, con l''alternativa di un giudizio "secondo equità", quindi in deroga ai contratti e alla legge.

"Si tratta di una deriva pericolosissima - ha detto oggi Paolino Barbiero, segretario generale della Cgil provinciale di Treviso - che di fatto aggira, per le aziende sopra i 15 dipendenti, quanto disposto dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori in materia di licenziamento senza giusta causa e discriminatorio. Il rischio è quello di una nuova, vasta destrutturazione del sistema delle garanzie, che verrà compiuta attraverso l'imposizione, da parte dei datori di lavoro , dell'arbitrato come condizione essenziale per l'assunzione. Per noi si tratta di una legge inaccettabile".

"l nostro - ha proseguito Barbiero - è un no motivato costruttivo. Non ci limitiamo infatti a criticare e ad opporci a questa legge del Governo, ma proponiamo un modello alternativo, peraltro già sperimentato proprio in provincia di Treviso attraverso la bilateralità, cioè quanto contenuto nel contratto del commercio, oggi parte integrante del ccnl di settore: la possibilità di scegliere, ma solo al momento del sorgere della controversia, tra il modello conciliativo e quello davanti al giudice. Ma un conto è proporre una possibilità di scelta, un altro è imporre, a tutti i nuovi assunti, una soluzione precostituita".

"Siamo arrivati - ha concluso il segretario generale della Cgil trevigiana - ai colpi di coda di una politica delle relazioni industriali e di riforma del diritto del lavoro che punta tutto sulla contrazione dei diritti e delle tutele e la riduzione del costo del lavoro attraverso la precarietà come unici fattori di recupero della produttività, mentre in tutto il resto dell'Unione Europea la risposta alla crisi è improntata a politiche che favoriscano maggiore qualità delle produzioni e maggiore qualificazione del lavoro.
Il "No" alla controriforma del diritto del lavoro deve essere netto e forte: per questo facciamo appello a tutti i lavoratori trevigiani affinché anche la Piazza trevigiana renda evidente l'opposizione del mondo del lavoro alle misure che peggiorano le condizioni formali e sostanziali dell'occupazione".

Treviso, 21-4-2010 Ufficio Stampa