Immagine di copertina

COMUNICATO STAMPA

Comunicati Segreteria - 26/07/2012

Il segretario provinciale Barbiero interviene sulla polemica tra associazioni di categoria trevigiane e Regione. "Confidi, non sbaracchiamo il sistema ma serve più attenzione nella selezione".
"Impariamo a gestire meglio le risorse, le garanzie devono essere prestate per impieghi che puntino allo sviluppo, alla tenuta occupazionale ed eventualmente alla ristrutturazione del debito. No a utilizzi improduttivi di denaro pubblico".

"Il credito è lo snodo centrale delle politiche non solo di tenuta ma anche di sviluppo del sistema produttivo locale. Per questo il patrimonio dei Consorzi Fidi non va dilapidato, ma le associazioni di categoria imparino a gestire meglio questo strumento.
Le garanzie vanno date alle imprese non per allungare l'agonia o non intervenire sulle inefficienze ma per un accesso a finanziamenti bancari che siano funzionali agli obiettivi di sviluppo, mantenimento delle soglie occupazionali e lì dove si rende necessario, alla eventuale ristrutturazione del debito".

Lo ha detto oggi Paolino Barbiero, segretario generale della Cgil provinciale di Treviso, intervenendo sulle polemiche relative ai finanziamenti regionali al sistema dei Confidi.
"La destinazione del denaro pubblico – ha detto Barbiero – deve essere vigilata non solo dalla Regione ma soprattutto dalle associazioni di categoria a cui i Consorzi Fidi fanno riferimento. Se da un lato i criteri di selezione da parte ei consorzi possono avere maglie più larghe alle banche, che sono passate dal lucrare speculativamente sul debito di famiglie e imprese ad una ritirata strategica del credito che sta oggettivamente mettendo in ginocchio l'economia reale, dall'altro vi deve essere una funzione di sostegno, indirizzo e guida alle imprese. Le garanzie dei Consorzi Fidi non devono finire a sostenere richieste di prestiti o affidamenti improduttivi, l'investimento pubblico deve puntare all'effettiva tenuta del sistema produttivo e dell'occupazione".

"Alle associazioni – ha proseguito il segretario generale della Cgil provinciale di Treviso – non può più bastare l'essere erogatori di servizi, devono tornare ad una più spiccata funzione di sindacato e sostegno agli imprenditori, anche in termini di analisi e consulenza sulla situazione aziendale. Altrimenti si rischiano affidamenti per credito improduttivo. E questa mi sembrerebbe una maniera sciocca di impiegare il denaro dei contribuenti".

"Utilizzare lo strumento dei Confidi in maniera efficace ed efficiente – ha concluso Barbiero – significa, nei fatti, mettere la Regione nella condizione di non poter agire, in merito alle risorse di Veneto Sviluppo, in maniera discrezionale come vorrebbe fare oggi il Governatore del Veneto.
Se oggi a Zaia sono possibili una retromarcia e un disimpegno, che indubbiamente potrebbero mettere in difficoltà il sistema dei Consorzi Fidi, è perchè non sempre l'uso che se ne è fatto risponde a criteri razionali, un po' come avvenuto per i distretti produttivi, che ricevevano finanziamenti su progetti e utilizzavano il denaro per le spese di funzionamento".

Ufficio Stampa