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COMUNICATO STAMPA

Comunicati Segreteria - 28/09/2012

CGIL con ConfCommercio per la campagna
"NON TOGLIETECI LA DOMENICA".
Aperture domenicali, CGIL: "Ci vogliono regole condivise"
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Vendrame: "Liberalizzazioni inutili che determinano sfruttamento del lavoro, impoverimento delle relazioni sociali, squilibrio della libera concorrenza a discapito dei piccoli negozi".

"Che l'apertura domenicale dei negozi non incrementi i consumi e l'occupazione, ma aumenti la precarietà e lo sfruttamento dei lavoratori del commercio, incrinando i rapporti tra dipendenti, talvolta costretti a turni massacranti, e datori di lavoro, l'abbiamo già denunciato quando il Governo ha varato queste difettose forme di liberalizzazione.
Per questo condividiamo la posizione di Unascom ConfCommercio di Treviso promotore della campagna "Non toglieteci la domenica" e a tutte le libere forme di protesta portate avanti nella città ma chiediamo di mettere in cantiere un tavolo di concertazione sindacati, categorie e istituzioni per definire regole condivise". Lo ha detto oggi Giacomo Vendrame candidato alla segreteria provinciale della CGIL di Treviso, scendendo in campo con l'associazione dei commercianti della Marca in merito all'apertura domenicale dei negozi.

"Unendoci alla protesta e all'iniziativa dei commercianti, chiediamo alle istituzioni, Comuni, Provincia e Regione, in attesa di una decisione da parte della Corte Costituzionale, di prendere reale coscienza del problema e, assieme alle parti sociali, di promuovere con forza decisioni responsabili in materia, perché ai lavoratori e imprenditori sia garantito il giorno in cui possono completamente dedicarsi alla vita privata e alla famiglia.
Per questo - ha sottolineato Vendrame - appoggiamo l'iniziativa della ConfCommercio di Treviso anche alla luce dell'accordo stretto con l'associazione dei commercianti nel 2011 in merito allo sviluppo ed il sostegno dell'economia commerciale, turistica e dei servizi in provincia, ribadendo il valore sociale del piccolo esercizio commerciale in centro città.
Siamo convinti, e i dati lo dimostrano, che le vendite della domenica non aumentano il fatturato perché si sostituiscono a quelle infrasettimanali, inoltre, il tenere aperto significa sopportare maggiori costi fissi con conseguenze negative per la concorrenza con un innegabile squilibrio a favore dei grandi negozi e le grandi catene".

"Facciamo appello perché questa protesta sia, sì a più voci, ma condotta unitariamente in modo da esercitare un'effettiva pressione sulle istituzioni locali e sull'opinione pubblica al fine di aprire un confronto che porti ad uno sviluppo socialmente sostenibile in tema di liberalizzazioni – ha aggiunto Vendrame - formulando nuove regole in merito alle aperture domenicali, tutelando il lavoro, le relazioni famigliari e sociali, la piccola imprenditoria e la libera concorrenza.
Ecco perchè – ha concluso Giacomo Vendrame – siamo da subito disponibili a mettere in cantiere un tavolo di concertazione dei sindacati confederali e delle associazioni di categoria del commercio con le forze politiche e istituzionali del territorio e regionali per costruire e condividere una linea strategica comune".

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