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NOTA STAMPA

Comunicati Segreteria - 02/07/2014

Campagna di informazione e sensibilizzazione nelle aziende e nelle sedi del Sindacato.
Ramadan e lavoro, la CGIL promuove la sicurezza e la salute dei lavoratori immigrati.
Nicola Atalmi: "Vogliamo fornire a imprenditori e lavoratori utili pratiche al fine di prevenire i rischi derivanti dal digiuno".

"Domenica è iniziato il mese sacro per i musulmani che prevede il digiuno dal tramonto all'alba. Molti sono i lavoratori musulmani che nelle fabbriche, nei cantieri e nella attività produttive e commerciali della Marca intendono rispettare questo precetto religioso in questo periodo estivo, lavorando senza mangiare né bere tutto per il giorno, questo può esporre a rischi per la salute e per la sicurezza per sé stessi e per i colleghi".
Ha detto Nicola Atalmi, responsabile per la sicurezza e per l'immigrazione della CGIL provinciale di Treviso.
"Per questo grazie ad un progetto sperimentale dell'Inail in collaborazione con alcune aziende sanitarie dell'Umbria intendiamo sensibilizzare lavoratori ed imprenditori del Veneto dove i residenti mussulmani sono stimati intorno ai 170.000, al fine di prevenire i rischi e garantire la salute e la sicurezza nei luoghi del lavoro.

Attraverso i nostri delegati nelle aziende e nelle nostre sedi – continua Nicola Atalmi - verrà distribuito durante il Ramadan una serie di comportamenti e avvertenze utili" che qui in breve elenchiamo:
1. Verificare chi tra i propri dipendenti o colleghi seguano il Ramadan.
2. Segnalare al medico competente questi lavoratori al fine di prevenire effetti avversi nei soggetti maggiormente sensibili al digiuno (malattie metaboliche, cardiopatie, epatopatie, turbe endocrine, anziani, particolari trattamenti terapeutici).
3. Predisposizione di un piano di lavoro per garantire una distribuzione dei carichi di lavoro che tenga contro del digiuno dei propri dipendenti o colleghi.
4. Favorire momenti di recupero durante la giornata lavorativa.
5. Predisposizione di un piano di monitoraggio per la sicurezza durante il periodo di Ramadan con i lavoratori coinvolti.
6. Predisporre delle misure di supporto in caso di malore per questi lavoratori in modo specifico (acqua, ghiaccio, zucchero, sali minerali).
7. Garantire momenti di informazione sul rapporto tra lavoro e digiuno avvalendosi nel caso di mediatori culturali.
8. Assicurare durante il periodo un coordinamento con il medico competente ed i necessari raccordi con l'emergenza pubblica.
9. Segnalare e registrare situazioni di malore in questa categoria di lavoratori, comunicandole al medico competente.

"In una società aperta e solidale è importante conoscere reciprocamente tradizioni e abitudini per integrarle nel miglior modo, evitando quelle strumentalizzazioni cui assistiamo purtroppo ancor oggi da parte di forze politiche e amministratori locali in cerca di visibilità.
Il Sindacato – ha concluso Atalmi – da sempre impegnato sul fronte della coesione sociale e dell'integrazione dei lavoratori immigrati combatte tali atteggiamenti e lo fa in concreto, ogni giorni, nelle nostre aziende e nella nostra società che, a contrario di quanto si pensi, è particolarmente recettiva nei confronti delle altre culture".